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CALDERARA – OZZANESE  1-0

 

Un rigore inesistente

è decisivo per la gara

 

La squadra di Scagliarini, senza timori

reverenziali verso la capolista, è condannata

da una decisione assurda dell’arbitro

 

CALDERARA DI RENO – L’Ozzanese esce dal campo del Calderara, con una sconfitta che sa di beffa. La capolista non ha fatto niente per vincere e non ha meritato in nessun modo i tre punti. E, per quanto dimostrato oggi, non merita nemmeno di vincere questo campionato. Nel girone ci sono squadre che giocano sicuramente meglio, ma con un poco di fortuna e qualche decisione arbitrale a favore tutto può accadere.

E’ stata una gara da classico pareggio, con poche occasioni da rete. L’Ozzanese, pur priva dell’ariete Bergamini, ha affrontato la gara a viso aperto ed ha mantenuto il controllo della partita a lungo. Ben disposta in campo, la squadra di mister Scagliarini ha messo in difficoltà la capolista, che nei primi minuti di gara è stata molto aggressiva a tutto campo, ma ha rischiato di capitolare subito. Mannu (non in perfette condizioni) è stato tirato giù in area, ma l’arbitro, il signor Lontani di Ravenna (il peggiore in campo), non si è sentito di decretare un rigore contro la capolista dopo pochi minuti. E non ha potuto (o voluto) vedere dentro, la palla che il portiere Lazzari ha letteralmente “tirato fuori” dalla rete, sull’appoggio di petto del compagno di reparto. Un arbitro che ha usato continuamente un metro di giudizio diverso, ha lasciato correre su molti interventi, arbitrando “all’inglese”, e questo ci sta, ma il calcio di rigore decretato dopo due minuti della ripresa, questa volta, guarda caso, a favore dei padroni di casa, è quanto di più stupido si può vedere sui campi di calcio. Certi rigori non si danno e non si possono dare, senza fare pensare male.

Meglio prenderla con filosofia, su questo campo, due anni fa l’Ozzanese subì una sconfitta nei minuti di recupero con una rete segnata in netto fuorigioco, contro un Calderara che “doveva” salire di categoria. Ci piacerebbe parlare solo della partita, ma non sempre è possibile. E probabilmente la “storia” si ripete oggi, ma è ora di finirla, certe cose fanno male al calcio.

 

LA CRONACA

 

CALDERARA: Lazzari, Bertock (al 66° Piratelli), Barchetti, Bini, ferrari, Di Benedetto, Granatieri, De Maria, Ventura (90° Rizzo), Manta..

A disposizione: Tardivo, Paone, Monti, Merla, Kibinayeno Carle.

Allenatore: Ivan Broglia

 

OZZANESE: Masi, Barbaro, Mazzacurati, Forti,  Di Candilo, Villa, Rubini (al 56° Riccioni), Finessi, Faccioli (al 72° Bergamini), Venturuzzo, Mannu.

A disposizione: Musi, Livi, Monti, Petrelli, Ascone.

Allenatore. Marco Scagliarini

 

Espulsi: Cataldo all’80. Ammoniti: Lazzari e Di Benedetto del Calderara e Mazzacurati, Villa e Finessi nell’Ozzanese.

 

Arbitro: Lontani di Ravenna

 

Al 3° minuto atterrato Mannu in area, l’arbitro fa cenno di proseguire.

Al 4° discesa di Barbaro con cross deviato in angolo. Dalla bandierina Finessi mette in area, il portiere Lazzari esce e chiama la palla, mentre il compagno Ferrari, di petto intende consegnargliela. Il risultato è una clamorosa autorete che Lazzari cerca di evitare tuffandosi all’indietro e smanacciando un pallone che, a detta di tutti, ha già oltrepassato la linea bianca. Va benissimo al Calderara la valutazione dell’arbitro, che giudica che la sfera non sia entrata, fra le proteste dei giocatori ozzanesi.

Al 16° calcio angolo per il Calderara, svetta la testa di Cataldo, palla alta sulla traversa.

Al 17° la palla buona per il Calderara è di Ventura che sfugge a Venturuzzo, ma il suo diagonale è impreciso e termina a lato.

Al 20° Forti per Mannu anticipato di un soffio dal portiere.

Al 23° Rubini con una bella progressione entra in area e tira violentemente, respinge Lazzari e Mannu cerca il tap-in vincente per due volte, ma la posizione di partenza è di fuorigioco.

Al 25° c’è una bell’azione corale dell’Ozzanese che porta Facciola al tiro, alto sulla traversa.

Un minuto dopo Di Candilo serve Finessi che cerca la soluzione al volo con la palla che esce di poco.

Fino al termine del primo tempo la partita la fa l’Ozzanese, che priva di Bergamini, non ha la soluzione della palla alta, che potrebbe mettere in difficoltà la capolista. E non trova lo spiraglio giusto, contro una difesa che si chiude benissimo, e non a caso è quella che ha subito meno reti in campionato, solo dodici.

 

La ripresa si apre con l’episodio che decide la gara. Al 47° sulla palla alta in area vanno Ventura e Villa, ostacolandosi un poco a vicenda, l’attaccante si appoggia al difensore, cercando di liberarsi della marcatura. La palla, scendendo sfiora il braccio di Villa, sbilanciato dall’attaccante, in maniera del tutto involontaria, l’arbitro fischia e, mentre tutti si aspettano il fallo in attacco, come recita il vecchio detto “palla contesa, palla alla difesa”, questi indica il dischetto del rigore. Fra le proteste generali ed il senso di ridicolo che serpeggia in tribuna, lo stesso Ventura realizza la rete del vantaggio.

L’ingresso di Riccioni dà nuova vivacità all’attacco ozzanese, che a venti minuti dal termine prova ad inserire anche Bergamini, nel tentativo di agguantare un pareggio più che meritato.

Potrebbero raddoppiare al 65° i padroni di casa, con una punizione di Bertock che sfiora il palo.

All’80° il Calderara è in dieci uomini. Cataldo ritarda l’uscita dal campo al momento della sostituzione e mentre l’arbitro lo invita ad affrettarsi, questi lo manda a quel paese. Il risultato è l’espulsione un attimo prima del cambio, che ovviamente è rimandato di qualche minuto.

L’occasione migliore per pareggiare è sui piedi di Barbaro (ottima gara la sua), ma il difensore biancorosso è sfortunato e la sua conclusione colpisce il palo.

A fine gara, con l’Ozzanese sbilanciata in avanti, De Maria ha un’occasione, concessa da Venturuzzo (migliore in campo), che Masi devia in angolo.

Nemmeno i quattro minuti di recupero sono utili all’Ozzanese per evitare una sconfitta che sa di beffa per come si è sviluppata e per il modo nel quale è maturata.

 

Giordano Capelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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